IL SITO DEL PRESIDIO DI OPERA E' UNA CARICATURA DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NELLA SOCIETA' MODERNA.

SOTTO: LA STORIA DEL PRESIDIO DI OPERA, UN ANNO DOPO.

Dal 21 dicembre 2006 al 12 febbraio 2007 riassunta con gli articoli di giornale più significativi (spesso falsi) ed i comunicati stampa, per non dimenticare:

VERGOGNA, non possiamo permettere questo!

27 DICEMBRE 2006: RIPRENDE IL PRESIDIO E IL SINDACO RAMAZZOTTI INIZIA LE MANOVRE SPORCHE

All'alba del 27 ci si ritrova dinanzi alla tendopoli devastata, ancora da ricostruire, determinati a fare capire alle istituzioni che i cittadini di Opera non accettano imposizioni.
Al freddo, insieme a centinaia di persone che si alternano nell'arco delle ventiquattro ore, decine di agenti della Polizia e dei Carabinieri.
Al campo trascorre una giornata tranquilla, mentre i cittadini portano bevande e viveri per i presidianti, e ci si organizza sempre meglio.
Viene montata una tenda per riparare i cibi e fare da punto di ritrovo. Aumentano i bidoni per il fuoco e giunge molta legna da volontari che ne scaricano continuamente. Soprattutto bancali dalle aziende.
Nel pomeriggio, mentre il Consigliere Fusco fa protocollare un sollecito al Sindaco affinché rispetti le volontà del Prefetto di valutare insieme al Comitato spontaneo aree alternative, Alessandro Ramazzotti convoca presso il Municipio una presidiante e la invita a presentarsi subito senza parlare con altri.
Oggetto dell'incontro è tagliare fuori dalle trattative proprio Ettore Fusco e Vittorio Calvi in quanto politici, come se Ramazzotti fosse qualcosa di diverso, e la cittadina provvede a sostituire il Consigliere del Carroccio e quello di Forza Italia, con un altro cittadino, all'incontro del giorno successivo con il Prefetto e le altre parti in causa.
In effetti si sarebbero dovute valutare aree alternative ma adesso, senza Fusco e Calvi tra i delegati a rappresentare i cittadini, finisce lo scontro politico e si cerca di intimidire i semplici cittadini tentando di imbonirli con presunti sensi del dovere e rispetto delle leggi.
Ramazzotti ha già vinto la sua prima battaglia, eliminare dagli incontri il suo più acerrimo avversario, ma questo non gli serve a nulla. Infatti ai due incontri, cui parteciperanno il 28 dicembre ed il 19 gennaio i cittadini e le istituzioni, non si concluderà assolutamente nulla. I rappresentanti del Presidio non si lasceranno certo intimidire ed all'uscita dagli incontri si inaspriranno i toni proprio per il gioco sporco del Sindaco avallato dal Prefetto.
Prefetto e Sindaco in entrambe le occasioni si limiteranno a prendere in giro i cittadini ma senza ottenere nulla visto che il Presidio oramai è un entità che gode di una propria autonomia.
La presunta vittoria di Ramazzotti non corrisponde ad una sconfitta dei rappresentanti in Consiglio Comunale estromessi dalle trattative in quanto, dopo questo atteggiamento vergognoso, si rafforza la loro leadership tra i cittadini.
Proprio Fusco organizzerà infatti tutte le manifestazioni e gli eventi che il Sindaco si troverà suo malgrado a dover subire.
La Repubblica 27 DICEMBRE Milano
Dopo il rogo di giovedì, ripartono i lavori per l´insediamento dei 67 romeni. Comune e Provincia: garantiamo il rispetto della legalità
Domani le nuove tende, la città protesta: "Niente zingari"
Domani il nuovo campo nomadi È ancora alta tensione a Opera
di ZITA DAZZI
Il sindaco: insediamento provvisorio, no alla campagna d´odio
Militanti di An e della Lega ma anche singoli cittadini continuano i presidi di protesta
Ripartono i lavori per sistemare l´area devastata da un incendio doloso nella notte di giovedì
Nonostante il rogo, i volantini e i cortei, la tendopoli della discordia si farà comunque ad Opera, nell´area dove di solito si ferma il circo. Qui la prefettura ha deciso di piazzare, fino alla fine di marzo, un gruppo di 67 nomadi della Romania, tra cui 35 bambini iscritti alle scuole elementari di Milano. Già oggi dovrebbero ricominciare i lavori per pulire l´area devastata da un incendio doloso, nella notte di giovedì. I comitati dei cittadini continuano a protestare e sono pronti a salire sulle barricate appena compariranno le tende, che da domani, la Protezione civile della Provincia, dovrebbe rimettere per ospitare gli zingari sgomberati il 14 dicembre da via Ripamonti.
Il presidio della rivolta è proseguito durante le feste, anche se a ranghi un po´ più ridotti. Accanto ai militanti leghisti e di An, anche cittadini qualunque, abitanti dei nuovi complessi residenziali della zona. Ma il sindaco del piccolo centro alle porte di Milano, Alessandro Ramazzotti, conferma le intenzioni della giunta di centrosinistra, dopo l´accordo con prefettura, Provincia e Comune di Milano: «Andremo avanti, come ci siamo impegnati, per contribuire alla soluzione di un´emergenza umanitaria. Purtroppo ci sono "professionisti dell´odio" che fanno leva sulle paure inconfessabili che suscitano i nomadi». Il sindaco di Opera ribadisce le sue rassicurazioni: «Il campo sarà provvisorio, avrà un forte presidio di polizia per garantire la sicurezza e la presenza stabile degli operatori sociali. Milano garantisce il trasporto bus per gli scolari. La Prefettura mantenga l´ordine pubblico durante i lavori al campo, bloccando le manifestazioni. C´erano anche molti forestieri al corteo che ha assediato il consiglio comunale e dal quale sono partiti quelli che hanno appiccato il fuoco».Anche il cardinale Dionigi Tettamanzi durante l´omelia della notte di Natale, in Duomo, ha esortato alla solidarietà: «In questi giorni tanti cercano casa, ma con quanta fatica in un clima di indifferenza e di rifiuto! Rinnovo l´invito a moltiplicare l´impegno per i poveri e i senza tetto». Un appello ribadito dal segretario dei Ds Pierfrancesco Majorino, dai Verdi Apuzzo e Sandolo e da don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, garante dell´operazione, che con i suoi volontari assicurerà il controllo del nuovo insediamento: «I nostri operatori abiteranno nel campo, continueremo il dialogo con chi protesta e il tempo dimostrerà che la tolleranza paga». Nonostante i venti di protesta, Colmegna è certo che l´operazione andrà in porto: «Se ci fermassimo, sarebbe come legittimare un´azione squadrista». Il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo, aggiunge: «Non capisco le proteste, sarà un insediamento controllato e temporaneo».Per cercare di smorzare la tensione, il presidente della Provincia Filippo Penati oggi alle 18.30 sarà ad Opera a parlare con i cittadini. Ad attenderlo, il sindaco Ramazzotti che su questa vicenda si gioca la fiducia degli elettori: «I nomadi si impegnano alla legalità, e a marzo andranno via».
IL RACCONTO Stamattina la protesta ricomincia con un presidio permanente in Municipio: "Per mandarci via dovranno spostarci di peso"
Nel paese dove la rabbia brucia di PAOLO BERIZZI Tra i 15 mila abitanti c´è allarme: "Quelle tende non le vogliamo"Il braccio di ferro oppone i comitati anti-rom al sindaco Ds, accusato di tradimento, e al parroco che adesso qualcuno chiama "prete comunista"Giuseppe, pensionato di origine calabrese: "Io me li ricordo i cartelli ‘Non si affitta ai meridionali´... Vogliamo tornare indietro?"(segue dalla prima di cronaca)Sbarrare la strada per evitare l´arrivo della polizia; poi appiccare il fuoco. Una tecnica cara ai boeurs, i giovani ribelli delle banlieue. E infatti: il tappo sono dei blocchi di cemento disposti uno sull´altro, a mo´ di ostacolo ippico, e una sbarra rossa arrugginita sorretta da un cassonetto rovesciato, e due barili anneriti pieni di cenere con intorno delle bottiglie vuote di birra piantate nel terreno fangoso. Visto da quassù, dalla rampa di uscita della tangenziale, il prato del circo e del campo nomadi che nessuno vuole, appare così. «È il nostro nuovo biglietto da visita, altro che il carcere», commenta, ironicamente, Angelo Gatto, del comitato spontaneo «No ai rom». «Io abito a 50 metri da qui. Lo vede quel condominio?». Eccolo. «E lo vede il lotto accanto?». Come no. «Lì devono ancora finire di costruire: ma in questi giorni pare ci siano già state delle disdette. Gente che aveva dato una caparra e adesso si tira indietro. Mica vogliono avere gli zingari sotto casa!». Sono neri, gli abitanti di Opera: e sono tanti, la maggioranza. Girano dalle parti del municipio con in mano il volantino con la convocazione per questa mattina: «Mercoledì 27 dicembre, vieni anche tu». Alle sette o per tutto il giorno: chissà. «Noi ci saremo, e per mandarci via ci dovranno spostare di peso», tuona Pier Angela Vittoriano, bionda pasionaria in prima fila nel braccio di ferro che oppone i cittadini al sindaco Alessandro Ramazzotti, e anche al parroco di Opera, quel don Renato che i parrocchiani non amici chiamano "il prete comunista", quel don Renato che la notte di Natale, con coraggio e un po´ a sorpresa, aveva minacciato di non dire messa se non fosse cessata l´opposizione ai nomadi.Al bancone del bar Centrale, dietro il palazzo del Comune, c´è il giovane consigliere di An Pino Pozzoli. Sorseggia un caffè. L´umore è dello stesso colore del contenuto della tazzina: «Querelerò - è la premessa - chi ha scritto che sono stato io, assieme al mio collega leghista, a dire alla gente di staccarsi dal consiglio comunale e andare all´area del circo a fare casino». E il leghista Ettore Fusco: «Il prefetto ci ha fatto una promessa: lavori sospesi fino a quando una delegazione di cittadini incontrerà il sindaco per valutare aree alternative. Perché quest´area non è idonea. La sua destinazione d´uso è un´altra». Già. Ospitare il circo. Infatti il 15 gennaio doveva, dovrebbe, arrivarne uno. «Peccato che il sindaco, senza comunicarlo a nessuno, nemmeno al consiglio, abbia offerto il campo al prefetto».
Su quel prato destinato ai tendoni - che sia uno solo gigantesco per acrobati e giocolieri, o una dozzina per le famiglie rom sgomberate da via Ripamonti e in attesa di un alloggio almeno provvisorio - grava adesso una nube di incertezza. Di tensione palpabile. «Sono scappata da piazzale Loreto perché avevo gli spacciatori marocchini sotto casa - si stringe nelle spalle Vanda Lusiardi, 70 anni -. A Opera sono venuta per stare tranquilla, invece...». Tra la gente, sono quasi 15 mila, prevale la paura. Chi agita l´incubo di furti e razzie. Chi non vuole «gente che non lavora o che lavora in nero». Chi, più prosaicamente, teme una svalutazione degli immobili. Ma c´è anche qualcuno che apre le porte. Dice Giuseppe Tassone, pensionato di origini calabresi, a Opera dal ‘76: «Siamo tutti fratelli. E poi io me li ricordo bene i cartelli sulle case alla fine degli anni ‘60: non si affitta ai meridionali e ai cani. Cosa vogliamo fare, tornare indietro a quegli anni bui?». Nel coro di no, in mezzo al moto trasversale anti-nomadi (sul quale Lega e An hanno posato il cappello) quella di Giuseppe è una voce dissonante. Però è aria fresca. Soprattutto se, come dice Pino Servidati passeggiando lungo il sentiero che costeggia il prato della discordia, «vogliamo risolvere l´emergenza nomadi. E l´emergenza nomadi la risolvi con la solidarietà. Non alzando le barricate, e nemmeno bruciando le tende».

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono la cittadina convocata dal sindaco, Ileana.
Tengo a puntualizzare 2 cose:

1°...una presidiante e la invita a presentarsi subito senza parlare con altri.
"Io ho comunicato con altri che mi aveva chiamato il sindaco, tantè che non sono voluta andare da sola, mi sono recata da lui con un'altra persona. Luciano Bergo."

2°...Oggetto dell'incontro è tagliare fuori dalle trattative proprio Ettore Fusco e Vittorio Calvi in quanto politici, come se Ramazzotti fosse qualcosa di diverso, e la cittadina provvede a sostituire il Consigliere del Carroccio e quello di Forza Italia, con un altro cittadino, all'incontro del giorno successivo con il Prefetto e le altre parti in causa.

" La cittadina provvede a sostituire! Io ho parlato con tutti quelli coinvolti e la decisione non è stata presa da me, ma dai presidianti che cmq in quel momento c'erano."
Tengo a precisare perchè scritto così sembra che io abbia avuto assoluto potere su ogni cosa, ma chi era lì, sa che io non ho mai preso delle decisioni da sola.
Ciao e buona giornata.
Ileana

Ettore Fusco ha detto...

ciao Ileana, naturalmente concordo con tutto quel che dici e se ben ricordi sono stato il primo a sapere proprio da te quanto accaduto.
Del resto ci siamo incontrati in comune mentre io protocollavo la richiesta e tu uscivi con Luciano.
A quel punto mi hai messo al corrente di quanto accaduto.
Ovviamente ricorderai anche che dissi che da parte mia non c'erano problemi.
Ma la scelta fu tua, sia di andare dal Sindaco, senza consultare gli altri quattro cittadini, sia di sostituirmi con Luciano.
Ma ripeto che fu una scelta giusta per proseguire meglio la nostra lotta, cittadini agli incontri e politici tra la gente... forse proprio questo ha destabilizzato le istituzioni.
Comunque non puoi non riconoscere che Ramazzotti abbia giocato in modo sporco chiamandoti e chiedendoti di sostituire alcune persone dal comitato spontaneo che si era costituito.
ciao.

Anonimo ha detto...

Cmq io prima di andare, avevo chiesto a chi era lì al presidio, e non ero sola. Ho chiesto cosa dovevo fare, mi aveva telefonato il sindaco mentre ero al telefono con il prefetto...la decisione di andare si doveva prendere in fretta (avevo anche il questore, o chi ne faceva le veci in quel momento, digos o quantaltro...)che stavano con il fiato sul collo.
Che poi il sindaco, ovviamente avesse le sue sporche ragioni per giocare sul tempo, BREVE, a disposizione, hai perfettamente ragione.
Ciao
Ileana

Ettore Fusco ha detto...

concordo e sottoscrivo, infatti è questo che volevo sottolineare. Un Sindaco onesto si poteva solo comportare in questo modo.
Pensa che il giorno dopo mi hanno ripescato ma poi il Prefetto (immagino su pressioni di Ramazzotti) ci ha ripensato. Allora abbiamo proposto un altro cittadino che (qui è ovvia la mano di Ramazzotti poiché ci conosce) è stato rifiutato essendo un iscritto alla Lega Nord.
Eppure Ramazzotti, Liguori e compagnia bella mi risulta siano tutti iscritti a qualche partito!!!