IL SITO DEL PRESIDIO DI OPERA E' UNA CARICATURA DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NELLA SOCIETA' MODERNA.

SOTTO: LA STORIA DEL PRESIDIO DI OPERA, UN ANNO DOPO.

Dal 21 dicembre 2006 al 12 febbraio 2007 riassunta con gli articoli di giornale più significativi (spesso falsi) ed i comunicati stampa, per non dimenticare:

VERGOGNA, non possiamo permettere questo!

21 DICEMBRE 2009 giornata dell'orgoglio operese

3 ANNI FA UN MOTO POPOLARE HA SALVATO OPERA DAI CAMPI ABUSIVI
OGGI RICORDIAMO QUELLA BATTAGLIA PER LA LIBERTA'

ASSOLTI TUTTI I PROCESSATI TRANNE UNO: ASPETTIAMO IL RICORSO IN APPELLO

TUTTI INNOCENTI E UN CAPRO ESPIATORIO, OPERA VOLTA PAGINA
Opera, 7 luglio 2009
Dopo due anni di processo si conclude discretamente bene il procedimento nei confronti degli otto cittadini operesi accusati di aver dato alle fiamme il campo rom allestito in paese nel dicembre 2006 dalla Provincia di Milano e dallo stesso Comune di Opera in seguito ad uno sgombero sul territorio di Milano.
Più di venti le persone inizialmente indagate, nove le richieste di rinvio a giudizio, solo otto i processati dopo la paradossale vicenda di Ettore Fusco, prima assolto, poi nuovamente rinviato al giudizio del Gip per essere infine, definitivamente, scagionato quattro mesi fa ad un anno dalla sua elezione a Sindaco di Opera, il paese che aveva difeso dall’insediamento del campo nomadi fortemente contestato anche dai suoi concittadini.

Il Sindaco Fusco dopo i fatti del 21 dicembre del 2006 è stato indagato, pedinato, intercettato ed ha subito l’onta della perquisizione all’alba nel proprio domicilio “Un esperienza inquietante - ricorda l’attuale primo cittadino - che non consiglio a nessuno. Svegliarsi alla mattina trovando alla porta i Carabinieri che rovistano ovunque e portano via computer e telefonini è stata una violenza a me ed alla mia famiglia che non dimenticheremo mai”.
Quel giorno con il Capogruppo della Lega Nord c’erano la moglie incinta e due bambine “lo shock è stato forte anche per loro - conclude l’allora capo della rivolta degli operesi prima di esprimere la solidarietà ai compagni di battaglia e di sventura giudiziaria - la mia solidarietà e vicinanza è inoltre rivolta all’unico condannato che subisce l’onta di essere stato usato come capro espiatorio non essendo riusciti a condannare me, in quanto mandante. Agli altri processati, tutti assolti, esprimo il personale rammarico per come sono stati trattati dalla giustizia italiana e per le spese che hanno dovuto sostenere per difendersi da accuse false e prove costruite fino al giorno in cui è crollato il castello di sabbia su cui si basavano”.
Degli operesi coinvolti nel processo, in sette sono stati assolti con formula piena mentre uno di loro è stato condannato per l’incitamento pubblico, non per la devastazione delle tende e l’incendio avvenuto.
“La mia personale vicinanza e solidarietà - è il commento dell’Assessore Pino Pozzoli, anche lui protagonista di quella vicenda - va a tutte le persone coinvolte in questa triste vicenda ed alle loro famiglie che hanno vissuto una gogna mediatica del tutto ingiustificata e che hanno dovuto spendere cifre non indifferenti per potersi difendere da accuse del tutto infondate. Oggi si chiude definitivamente un capitolo che dovrebbe fare profondamente riflettere chi, oggi come ieri, sfrutta giornali politici e partitici per scrivere falsità sulla vita del nostro amato paese”.

Opera è un paese nuovo, ha voltato pagina ed è tornato sereno e vitale più di prima. Un paese cambiato che, da un anno, è guidato proprio da chi è stato protagonista del presidio di Opera e più di ogni altro ha pagato lo scotto di avere voluto difendere gli interessi dei suoi concittadini interpretandone gli umori. Un paese più sicuro, che funziona meglio, è il parere degli operesi.

FINISCE IL CALVARIO DEL SINDACO FUSCO

Opera, 20 marzo 2009
Con la sentenza del Giudice Gennari si conclude la persecuzione nei confronti di Ettore Fusco, l’attuale Sindaco di Opera, sotto accusa da due anni per il reato di istigazione a delinquere a seguito dell’incendio del campo nomadi che Provincia, Prefettura e Comune di Milano, con il patrocinio della Caritas di Don Colmegna, stavano istituendo sul territorio operese con l’assenso dell’allora primo cittadino Alessandro Ramazzotti.
Fusco, all’epoca dei fatti Capogruppo Consiliare della Lega Nord, si era distinto per avere coordinato la protesta dei cittadini esortandoli dal commettere reati e mettendo in piedi un presidio pacifico dinanzi al punto dove la Provincia aveva cominciato a montare le tende che avrebbero ospitato i nomadi sgomberati pochi giorni prima da un campo di Via Ripamonti a Milano.
Ma le parole infuocate del Consigliere e la reazione scomposta di molti cittadini, oltre all’affronto alle istituzioni con un presidio durato un mese e mezzo fino alla resa del Prefetto ed alla conseguente scelta di spostare altrove i nomadi, portò qualche esagitato ad introdursi nell’area adibita ad accogliere i rom ed a dare fuoco alle tende già montate.
Una di quelle tende fu trascinata fino davanti al Municipio e da quel momento il tranquillo paese nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano divenne un campo di battaglia con decine e decine di militari sempre presenti a dividere il presidio dei cittadini dal campo dei rom.
Nel frattempo un’indagine scientifica è stata portata avanti dalla PM Barbaini con intercettazioni telefoniche, ambientali, pedinamenti, l’uso dei RIS di Parma e molto altro. Si dovevano trovare i colpevoli per un tale affronto alle istituzioni: esecutori materiali e mandante.
Così una mattina Fusco ed altre 15 persone si sono ritrovate in casa i Carabinieri per una perquisizione ed al termine, senza trovare assolutamente niente, il Capogruppo leghista ed altre 8 persone si sono sentite chiamare a giudizio.
Mentre gli 8 presunti esecutori venivano rinviati a giudizio ed il processo è tuttora in corso, ogni tanto cade però qualche accusa costruita ad arte, ma non troppo, e se ne scagiona qualcuno, per il Fusco si aprivano le porte della libertà grazie al proscioglimento decretato dal Giudice milanese Alma con sentenza a cui il PM ricorse in Corte d’Appello, senza esito positivo, ed alla Corte di Cassazione dove, nonostante il parere contrario della Procura, il Giudice romano scelse di accogliere il ricorso e rimandare il Fusco dinanzi al Gip di Milano per un nuovo giudizio.
Ieri è stata messa la parola fine, definitivamente, sul caso da parte del Giudice Gennari che dopo poche decine di minuti di udienza, sentito il PM, l’Avvocato della Provincia costituitasi parte civile e l’Avvocato Norreri, difensore di fiducia di Fusco, ha deliberato il non luogo a procedere contro il Sindaco di Opera.
Un’avventura che da un iniezione di fiducia al neo Sindaco operese che ha commentato così: “finalmente è stata fatta giustizia, due anni fa gli operesi hanno sconfitto le istituzioni che volevano imporre un campo nomadi sotto le loro case ed io, che ho semplicemente lavorato per mantenere nell’alveo della legittimità la protesta popolare, sono stato assolto dalle accuse di chi voleva solo un colpevole cui dare qualche anno di carcere per spaventare il popolo”.

PER NON DIMENTICARE

SABATO 7 FEBBRAIO 2008 ORE 19
ZONA PRESIDIO AREA CIRCENSE
GRIGLIATA DEI PRESIDIANTI
IO C'ERO!