IL SITO DEL PRESIDIO DI OPERA E' UNA CARICATURA DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NELLA SOCIETA' MODERNA.

SOTTO: LA STORIA DEL PRESIDIO DI OPERA, UN ANNO DOPO.

Dal 21 dicembre 2006 al 12 febbraio 2007 riassunta con gli articoli di giornale più significativi (spesso falsi) ed i comunicati stampa, per non dimenticare:

VERGOGNA, non possiamo permettere questo!

6 FEBBRAIO 2007: IL PRESIDIO VIENE RIMOSSO... E' UNA BUFALA!

"Un bar e persino i wc davanti al campo, è intollerabile".
Ramazzotti scrive al prefetto
Opera, riesplode il caso rom. Il sindaco: basta con i presidi
di Zita Dazi
Inviati i vigili a smantellare la baracca allestita da chi contesta il campo provvisorio per i nomadi: "Chi pretende legalità, la rispetti"

Hanno iniziato la loro protesta chiedendo lo sgombero dei nomadi ed è finita che a subire lo sgombero sono stati loro, i cittadini che da oltre un mese animano un presidio contro l´arrivo a Opera di una settantina di nomadi della Romania. Il sindaco Alessandro Ramazzotti non ha esitato a mandare i suoi vigili per tirare giù una barcacca abusiva con l´insegna «Bar Rom», costruita con assi di legno appena fuori dall´ingresso del paese, là dove il prefetto ha fatto montare una quindicina di tende riscaldate per ospitare alcune famiglie zingare rimaste senza tetto dopo uno sgombero. E così, dopo l´incendio doloso delle prime tende montate dalla protezione civile e dopo le polemiche feroci scoppiate sotto Natale, il caso Opera si riapre.A scrivere una lettera aperta per chiedere aiuto al prefetto Gian Valerio Lombardi, è proprio il sindaco Ramazzotti, oggetto di critiche feroci da una parte dei suoi concittadini, quelli che non vogliono gli zingari nemmeno fino al 31 marzo, data massima fissata per lo smantellamento definitivo della tendopoli. «Non è accettabile - scrive il sindaco di Opera al prefetto di Milano - che, come sta avvenendo ora, la recinzione del campo sia riempita di striscioni e che l´area attorno sia trasformata in un bivacco, che di fatto pretende di controllare l´accesso all´area».Al presidio davanti alle tende dei rom da oltre un mese di alternano alcune decine di persone, fra i quali molti militanti di Lega e An e alcuni semplici cittadini di Opera. Per tutti, la strada scelta è quella della provocazione, a volte ironica, a volte aggressiva, per cercare di attirare l´attenzione. Oltre al bar, negli scorsi giorni erano stati allestiti due wc chimici, anche quelli rimossi. «Non di rado però si è sfiorato l´incidente - racconta Ramazzotti - Ogni volta che i volontari entrano o escono dal campo sono fatti oggetti di urla, insulti, frasi derisorie. Tutto questo mi sembra intollerabile, è una vergogna. Chi pretende la legalità dagli altri, deve innanzitutto rispettarla».Per quanto riguarda i nomadi, proseguono intanto le ricerche di sistemazioni alternative da parte dei responsabili della Casa della carità, che da Milano, con la prefettura e il Comune, coordina il piano per smantellare la tendopoli. «I primi che vogliono andare via da Opera sono proprio i nomadi e siamo a buon punto per portarli lontano di lì - dice don Virginio Colmegna, presidente della Casa di via Brambilla - . Noi stiamo andando avanti nel nostro progetto che mira all´integrazione, con pazienza e rispetto, rispondendo con segnali di civiltà a chi usa l´arroganza per imporre le sue idee».
La Repubblica 6 febbraio 2007
INTANTO AL PRESIDIO:
La farneticazioni del Sindaco amaro riescono a produrre un simile articolo su La Repubblica per mano della giornalista Zita Dazzi mentre, alla faccia dell'Amministrazione di Ramazzotti, Borghi, Armelloni e Liguori, il presidio prosegue ed entra negli utimi cinquanta giorni.
Siamo oltre la metà del tempo dato alle istituzioni per porre rimedio a questa violenza perpetrata nei confronti di un paese.
Gli operesi sono cittadini fieri, orgogliosi e non accettano alcuna prevaricazione.
Si resiste al presidio dove vista la tranquillità dei presidianti è stata allentata la guardia. Il numero degli agenti presenti per la guardia al campo è diminuito mentre i presidianti aumentano di giorno in giorno.
L'articolo della gionalista provoca una reazione del Presidio:
COMUNICATO STAMPA DAL PRESIDIO FISSO DI OPERA:
Smentiamo in modo deciso le notizie apparse su alcuni quotidiani che danno per smantellato il presidio fisso dei cittadini operesi nei pressi dell'area circense sede di un campo nomadi temporaneo.
Siamo altresì indignati per l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa che il Sindaco Ramazzotti riesce a fare attraverso i comunicati del suo ufficio stampa.
Anche oggi non s'è persa occasione di riportare al pubblico notizie false e tendenziose finalizzate a disgregare il tessuto sociale di Opera ed a provocare ulteriormente i cittadini esasperati dall'atteggiamento incomprensibile di un sindaco delegittimato che si indigna addirittura per l'installazione di due wc chimici necessari ai presidianti che trascorrono molte ore al freddo per salvaguardare il proprio diritto alla protesta.
Diritto peraltro autorizzato e salvaguardato dalla Questura di Milano a cui chiediamo un intervento affinché possa fare pressioni sul Prefetto nella direzione della rimozione di un Sindaco che non compie il suo mandato nell'interesse dei cittadini ma, anzi, ne insulta i rappresentanti politici ed i cittadini stessi attraverso ingiurie che traspaiono da ogni comunicato stampa e dai numerosi manifesti affissi sul territorio.
Per rimarcare il nostro diritto alla protesta è indetta una assemblea pubblica davanti al municipio di via dante sabato 10 febbraio alle ore 10. A seguire corteo fino all'area circense.

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