IL SITO DEL PRESIDIO DI OPERA E' UNA CARICATURA DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NELLA SOCIETA' MODERNA.

SOTTO: LA STORIA DEL PRESIDIO DI OPERA, UN ANNO DOPO.

Dal 21 dicembre 2006 al 12 febbraio 2007 riassunta con gli articoli di giornale più significativi (spesso falsi) ed i comunicati stampa, per non dimenticare:

VERGOGNA, non possiamo permettere questo!

PRESIDIO in Via Treccani degli Alfieri

Opera, 31 ottobre 2007
Ieri sera erano molti gli operesi presenti al presidio per la LEGALITA' in Via Treccani degli Alfieri dove Telenova aveva piazzato le telecamere per una diretta televisiva con alcuni politici in studio. L'accampamento abusivo al Ticinello dista dal nostro paese cinque kilometri ma l'Assessora Provinciale Corso pare non abbia gradito la nostra presenza quasi non fosse motivata ed ha persino fatto illazioni pesanti su quanto accaduto a Opera il 21 dicembre. Come se lei sapesse cosa è successo e chi ha devastato il campo. Speriamo l'abbia sentita qualche magistrato e possa interrogarla. Del resto l'abbiamo sempre sostenuto anche noi che siano state squadracce della sua parte politica che volevano alimentare la tensione e provocare quegli scontri sociali che, purtroppo per loro, non si ripetono dagli anni settanta. Ottima la diretta televisiva che ha dato la possibilità ai telespettatori di udire vergognose parole da un sindacalista CGIL che si preoccupa più dei rom che dei lavoratori, dalla comunista italiana Corso che faceva notare come a Opera il campo cominciava a funzionare sottolineando appunto la non temporaneità di quell'insediamento che nelle loro intenzioni sarebbe diventato un "villaggio della solidarietà", dal rappresentante dell'Opera Nomadi, sganciato dalla realtà e con una visione dei nomadi tutta sua, nonostante le stesse immagini che scorrevano non fossero troppo edificanti per i rom.

Dalla parte dei cittadini Matteo Salvini, Capogruppo della Lega Nord a Milano Giovanni De Nicola, Consigliere Provinciale di AN ed alcuni consiglieri di zona presenti al presidio tra cui il leghista Alessandro Morelli. La Ferretto di AN, Consigliera Regionale, dal canto suo si è mostrata piuttosto confusa sulle proposte. Del resto è un problema del suo partito che oramai, ideologicamente alla deriva, si ritrova ad essere favorevole a tutto quello che fino a poco tempo fa combatteva. Neppure il Consigliere di zona, il più combattivo finiano al presidio, del resto ne condivideva le parole. Tra le eresie della bionda consigliera la proposta di regolarizzare, oltre tutti gli zingari oramai italiani (seppure in campi abusivi), un irregolare ogni mille residenti. Assurdo, lo facciano pure... ma in Romania!

Un ringraziamento agli operesi presenti che hanno effettivamente recepito le indicazioni di chi cercava di convincerci che potevamo dormire sonni tranquilli con il campo di Ramazzotti poiché i rom, secondo loro, non delinquono vicino al campo di appartenenza. Per questo eravamo in Treccani degli Alfieri a cinque kilometri da Opera dai nostri potenziali "visitatori". Dei nostri al Presidio c'erano: Fabrizio, Maurizio, Giuseppe, Alessandra, Ettore, Salvatore e Renato.

OPERA GAGIA ALL'AUDITORIUM SAN FEDELE

30 ottobre 2007 - Opera Gagia - Prosegue il ciclo “Contro l’identità contro”
con un docu-film sui rom di Opera Milano (MI)
Auditorium San Fedele Via Hoepli 3/B - Milano
proiezione
Opera Gagia - Prosegue il ciclo “Contro l’identità contro” con un docu-film sui rom di Opera
Martedì 30 ottobre Popoli organizza una serata tutta dedicata alla cultura rom con la proiezione del documentario Opera Gagia, di Antonio Bocola (regista di Fame Chimica). Il documentario racconta l'arrivo di un gruppo di rom, nel dicembre 2006, nel comune di Opera e le reazioni della popolazione. La proiezione del video, prodotto dalla Provincia di Milano, sarà seguita da un dibattito con la partecipazione dello stesso regista, di Tommaso Vitale, docente di Sociologia nell'Univeristà di Milano-Bicocca, di esponenti dell'associazionismo e rappresentanti delle comunità rom di Milano.
L'evento, realizzato in collaborazione con il mensile di ricerca e intervento sociale Aggiornamenti Sociali, avrà luogo nell'Auditorium San Fedele, in via Hoepli 3/B, a Milano.
La serata è a ingresso libero.
L'iniziativa è il secondo appuntamento del ciclo di incontri che Popoli, il mensile internazionale dei gesuiti, propone con l'obiettivo di incontrare e conoscere le diverse culture presenti sul nostro territorio. Lo scopo è andare oltre la frequente strumentalizzazione del concetto di identità, usato per giustificare arroccamenti e chiusure. "Contro l'identità contro", questo il titolo della serie di serate, rifiuta questo approccio e intende invece promuovere una "identità aperta": aperta a conoscere, riflettere, con-vivere.
Il ciclo si è aperto con lo spettacolo di "cabaretnico" Strangers in the night, realizzato dagli attori stranieri del laboratorio di Zelig Cabaret, e si concluderà mercoledì 7 novembre con una tavola rotonda dedicata all'incontro-scontro tra Occidente e Islam. Gli eventi hanno il contributo della Provincia di Milano e di Banca Etica e il patrocinio della Regione Lombardia.
Per maggiori informazioni:
Marta Zanella
02.86.352.1
popoli@popoli.info
http://www.popoli.info

APPIGNANO DEL TRONTO, VERGOGNA ED INDIGNAZIONE

Dal Presidio di Opera giunge la solidarietà alle famiglie delle vittime di Marco Ahmetovic il rom che, alla guida ubriaco del suo furgone, si rese colpevole della morte di quattro giovani nel mese di aprile. Oggi il Signor Ahmetovic soggiorna in un residence in riva al mare dove si fa ritrarre mentre fuma sigarette in terrazza sotto il sole della riviera marchigiana e dove guarda la televisione e scrive le sue memorie al computer. Naturalmente un simile trattamento alla gente del posto, che chiederebbe addirittura la pena di morte, non va certo giù. La condanna a sei anni e mezzo di vacanze forzate nel residence di Porto d'Ascoli non l'hanno certo gradita i conoscenti ed i familiari dei quattro giovani che anche via internet gridano vendetta.
Passi per l'infamia della sentenza di quella stessa magistratura che perseguita gente innocente che protesta contro l'illegalità al proprio paese, è il caso di Opera e del suo Presidio che ha scacciato il campo nomadi con i relativi strascichi giudiziari, ma proprio le parole del Sindaco rasentano l'istigazione a delinquere; contro lei stessa: "Attenti - dice Nazzarena Agostini Sindaco di Rifondazione Comunista - perchè c'è Forza Nuova che soffia sul fuoco e di questo passo chissà come andrà a finire".
Tutto questo perchè i cittadini del suo paese, gli appignanesi, proprio non hanno digerito la tragica morte di quattro di loro ed il seguente trattamento con i guanti riservato al rom colpevole di quella strage. I cittadini protestano e chiedono giustizia e lei, Sindaco di Appignano rea di non avere ascoltato la gente quando chiedeva che venissero mandati via i rom, cosa dice? "Attenti perchè c'è Forza Nuova", incredibile!
Passino tutte le scuse addotte per la propria incompetenza ed inadempienza nel gestire insediamenti abusivi nel proprio territorio, ma addirittura allertare la gente verso un falso pericolo che, detto da chi non è certo di estrema destra, è mille volte meno consistente rispetto alla presenza dei rom, dello Stato e dei Sindaci comunisti!
AGGIORNAMENTO: TRASFERITO IN CARCERE IL ROM

COMUNICATO STAMPA: LA PM BARBAINI CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER ETTORE FUSCO.

Opera, 12 ottobre 2007
Ettore Fusco è sconvolto anche dalla sola ipotesi che possa essere processato per avere detto che la solidarietà ai nomadi non è interesse dei cittadini di Opera e che il Sindaco Ramazzotti se voleva fare missioni umanitarie se le poteva fare in casa sua, con i suoi soldi.
Il leader della protesta di dicembre contro l’insediamento di un campo nomadi a Opera è stato proposto, dalla PM Laura Barbaini che ha concluso le sue indagini, per un rinvio a giudizio che prelude un processo annunciato nei confronti del Consigliere Fusco della Lega Nord reo di avere espresso le proprie idee in Consiglio Comunale. Nessuna giuria popolare potrebbe mai contestare neppure una virgola del suo discorso, in quella sede istituzionale, in cui è rimasta circoscritta la protesta dei cittadini di Opera.
Le intenzioni del leghista, messe poi in atto a partire dalle ore successive a quelle in cui ignoti avrebbero dato alle fiamme le tende nella sera del 21 dicembre del 2006, erano quelle di presidiare l’area antistante il campo in allestimento per evitare che si potesse insediare un campo nomadi senza almeno dimostrare la contrarietà della cittadinanza.
Il campo era stato voluto dal Sindaco di Milano Moratti e da quello di Opera Ramazzotti con il supporto del Presidente della Provincia Penati e del Prefetto di Milano.
Siamo indignati per come sia stata portata avanti l’indagine sottovalutando le ragioni di Fusco che è stato ascoltato dalla PM solo venerdì scorso su richiesta dei legali dell’imputato che, altrimenti, non sarebbe neppure stato sentito in merito alla vicenda.
E’ parere del Consigliere Fusco che si sia tramato alle sue spalle al fine di preconfezionare un mandante politico, con il supporto di testimonianze e relazioni agli atti processuali senza alcun fondamento di verità, ed altri otto responsabili di reati minori da indicare quali esecutori materiali del reato più odioso da digerire. Gli operesi non hanno incendiato nulla né tanto meno sono razzisti, come dai mass media sono stati dipinti per tutta la durata del presidio anti rom.
Se oggi Opera è ancora un Paese dove il livello di sicurezza è accettabile il merito va dato a quelle persone, Fusco in prima linea, che hanno creduto nel diritto all’autotutela ed alla difesa personale mediante la pacifica ma determinata protesta di piazza.
Il paese si stringe attorno al suo rappresentante confidando nella Provvidenza e nel buon senso della Magistratura.

Ufficio Stampa Lega Nord Opera.

COMUNICATO STAMPA: HANNO RESO INVISIBILI I ROM CACCIATI DA OPERA

Opera, 10 ottobre 2007
Su Repubblica troviamo il solito siparietto di Don Colmegna che notizie recentissime danno in contatto con potenziali sostenitori dei suoi servigi prestati a favore dei rom a Milano. Il Don meneghino, recatosi in Romania per insediare una fabbrica di mattoni, o almeno così dichiarò alla sua partenza, torna a Milano con l'offerta di sovvenzioni alle associazioni come la sua che si occupano di aiutare i rom nel capoluogo lombardo. Sembra fantascenza ma dal paese di origine dei rom rumeni arrivano soldi pur di non riportarne indietro, neppure per lavorare come era nei progetti del prete della Caritas, nella disastrata Romania. Dopo lo sciopero della fame, che ha rimesso in linea Don Virginio Colmegna effettivamente un pò sovrappeso, e la storia del Pullman che avrebbe dovuto passare una notte per parrocchia, se non fosse che una sola parrocchia milanese si sia resa disponibile, il Don torna a parlare dei rom di Opera e lo fa per elogiare il suo lavoro ed il risultato ottenuto con i malcapitati nel campo provvisorio a sud di Milano. Secondo Don Colmegna infatti queste persone sarebbero oggi tutte ben integrate, con un lavoro ed una casa. Una vita normale insomma.
Da Repubblica abbiamo estrapolato questo brano: «Se i bosniaci del Vigentino cercano il silenzio e l´isolamento, i rom romeni come quelli del Triboniano devono nascondere la loro identità zingara per potersi integrare. "Sono persone che devono diventare fantasmi - si arrabbia don Colmegna - Non sono riconosciuti come potenziali abitanti, ma devono scomparire per magari ricomparire sotto un´altra veste". Dice che i milanesi gli chiedono sempre: dove sono quelli di Opera? I rom cacciati dalla gente di Opera, che con un vero pogrom diede fuoco alle tende che li doveva ospitare. "Li abbiamo resi invisibili", dice. Racconta che uno di loro ha trovato casa e lavoro, e un vicino con cui ha fatto amicizia gli ha lasciato le chiavi andando in ferie: "Perché sai, in giro ci sono tanti zingari... ". Al lavoro e al padrone di casa si presentano solo come romeni: "Invisibili. Ci sono bambini che a scuola non possono fare vedere i propri genitori"».
Hanno reso invisibili i rom di Opera, dichiara Don Colmegna. La cosa ci preoccupa poichè abbiamo letto più volte che erano tutti sistemati in case dove pagavano l'affitto. Tutti con un lavoro. Eppure ricordiamo che una famiglia intera venne espulsa per aver violato il patto di legalità a Opera mentre, al Parco Lambro, vennero espulsi per la stessa ragione altri 26 nomadi che provenivano dal campo provvisorio operese. Le cronache del momento addirittura li davano per evasi dai due pullman che li riportavano in Romania.
Più volte ci siamo domandati se Don Colmegna abbia perdonato tutti quei rom, che avevano violato il patto di legalità, oppure se li abbia lasciati al loro destino in alcuni dei tanti campi abusivi del milanese.
Invece, a parte queste frasi buoniste che troviamo ogni tanto su qualche compiacente quotidiano di sinistra, purtroppo, di più non riusciamo a sapere.
Considerato che la metà dei nomadi presenti nel campo di Opera sono stati in buona sostanza espulsi, per avere violato il patto di legalità, siamo seriamente inquietati per quest'ultima affermazione dell'uomo di chiesa: "I rom cacciati dalla gente di Opera... li abbiamo resi invisibili".
Preferiamo limitarci a pensare che siano tornati ad essere invisibili in qualche campo nomadi abusivo... piuttosto che temere il peggio. Il pogrom è stato fatto dalla "gente di Opera" del resto.

COMUNICATO STAMPA: FUSCO SOTTO TORCHIO DAL PM BARBAINI

Opera, 6 ottobre 2007
Ci aspettavamo un atteggiamento diverso da parte del PM milanese Dottor Laura Barbaini nell’interrogatorio richiesto dalla difesa di Ettore Fusco per deporre in merito alle indagini sulla vicenda del rogo delle tende del 21 dicembre 2006 a Opera.
Dopo dieci mesi la magistratura, purtroppo, brancola nel buio e la ricostruzione di quanto accaduto in quella sera è il collage delle deposizioni dei “nemici” del Capogruppo operese della Lega Nord.
Dalle illazioni del Vicesindaco di Opera, di un Assessore, di un Consigliere Comunale ed un giornalista di Radio Popolare, tutti di sinistra, s’è messo in piedi uno scenario inquietante avallato dai racconti giornalistici di quei giorni viziati dalle dichiarazioni mendaci rilasciate dal Sindaco, da un altro Assessore, dai suoi colleghi di maggioranza e dalle invenzioni di alcuni degli stessi giornalisti, anche loro di sinistra, collaboratori di certe testate già querelate per i contenuti dei loro articoli.
Ciliegina sulla torta la ricostruzione dei fatti che la Stazione dei Carabinieri operese ha sottoscritto nella persona del suo Comandante. Ricostruzione che discorda certamente dalle singole relazioni che dell’accaduto possono avere fatto i militari in servizio, tutti ben consapevoli di quanto accadeva.
Potrebbe sembrare un complotto ordito per dare una colpa politica ad un uomo del popolo che si erge a difensore dei diritti dei propri concittadini. Una persona che apparentemente acquista un seguito particolarmente forte al punto tale da destabilizzare un potere politico ed istituzionale costituito.
Le istituzioni non possono accettare che questo accada, neppure in un paese dell’hinterland milanese di quattordicimila anime. Un paese dove la gente s’è permessa di protestare anche contro la chiesa, boicottandone le funzioni e le offerte, poiché il Parroco locale faceva parte della schiera dei cospiratori denigratori e falsificatori di quanto Fusco poteva aver fatto nella sera del 21 dicembre. Il Parroco definì il Consigliere Comunale un razzista, quando accolse con soddisfazione la notizia degli avvisi di garanzia, e dichiarò ad un giornalista “i razzisti non hanno vinto”.
Ettore Fusco si è recato dal Pubblico Ministero milanese per esporre le proprie ragioni contestando le menzogne riscontrate negli atti processuali. Menzogne frutto di deposizioni a senso unico raccolte solo negli ambienti politici e soprattutto schierati contro il probabile prossimo Sindaco di Opera, il leghista sotto il torchio della magistratura per un odioso reato che tutta Opera sa che non ha commesso.
La sinistra operese sa di perdere le prossime elezioni e corre ai ripari usando l’unica arma ancora disponibile, la calunnia, e la magistratura involontariamente ne amplifica i toni anziché smorzarli sul nascere ascoltando i diretti interessati per visionarne le prove. La città di Opera, in particolare, sa bene cosa sia successo quella fatale notte quando mezzo paese è sceso in piazza.
Ettore Fusco ha fatto quello che ha potuto per mantenere la protesta in ambito democratico e pacifico ma c’era troppa gente quella sera. Anche il Sindaco Ramazzotti riferisce di avere visto “teste rasate e saluti romani”, gente che non si fa certo dare ordini da un Consigliere Comunale della Lega Nord agli antipodi dalla politica di fascisti, comunisti o nazisti che siano gli estremisti dalle teste rasate.
Tutto questo poco interessa a chi ha già preconfezionato una sentenza di colpevolezza per un intero paese che si è ribellato alle istituzioni ed ha detto no alla prepotenza di chi vuole fare passare per impegno a fin di bene una mera convenienza politica degli interessati a gestire situazioni di illegalità in Italia. Non potendo colpire un intero paese se ne decapita l’espressione naturale, l’uomo che li ha rappresentati e tutelati anche nella gestione dei permessi e dei rapporti con la questura e le istituzioni.
Dopo la vicenda di Opera è venuta alla ribalta nazionale la problematica dei campi nomadi e, solo dopo le battaglie dei cittadini di altre parti d’Italia, i politici hanno cominciato a cercare soluzioni al problema dei campi nomadi irregolari. Grazie ad Opera, che volevano usare come puliscipiedi, qualcuno ha capito che non è nascondendo la spazzatura sotto lo zerbino che si smacchia un paese e, soprattutto, la propria coscienza.
L’interrogatorio sospeso alle 20.30 circa di venerdì, dopo quasi quattro ore ininterrotte, riprenderà forse lunedì pomeriggio negli uffici del Tribunale di Milano.
(Foto: il leghista Fusco in una delle sue tante proteste in Consiglio Comunale)

COMUNICATO STAMPA: FINALMENTE IL PM ASCOLTA L'ACCUSATO N.1

Dopo aver letto gli atti processuali relativi all'indagine sul rogo delle tende del 21 dicembre 2006, ed avere appreso di essere la vittima di un complotto, è finalmente giunto il momento di dire la mia. Oggi, 5 ottobre 2007, davanti al PM Laura Barbaini presso il Tribunale di Milano avrò la possibilità di parlare direttamente con chi ha svolto le indagini ed ha sentito il parere di una sola campana, quella politicizzata che tenta di sfruttare fino in fondo la situazione danneggiando, forse pensando di potermi intimidire o addirittura spedirmi in galera, il più accreditato avversario per le amministrative 2008. Molte testimonianze sono risultate fasulle e lo dimostreremo nell'eventuale processo qualora decidessero, nonostante le prove certe della mia estraneità a quanto mi viene addebitato, di rinviarmi a giudizio. Confido nella giustizia e nella volontà della Dottoressa Barbaini di volerla perseguire.
(Foto: Clemente Mastella, Ministro della Giustizia)

I NOMADI IN TOUR A MILANO

Il pullman dei rom di Don Colmegna. Adesso che finalmente sono diventati nomadi e si muovono per la città nessuno li vuole più. Su tante parrocchie una sola ha dato la propria disponibilità ad accoglierli. Il prete resta sempre più solo in questa sua demagogica battaglia intrisa di falsità e buonismo che irrita ogni giorno sempre più settori del mondo politico e sociale. (foto: fonte Il Giornale). Il Comunicato stampa di Opera Sicura in merito all'iniziativa di Don Colmegna: http://operasicura.blogspot.com/2007/09/comunicato-stampa-se-passano-da-opera.html

CON BORGHEZIO A PIEVE PORTO MORONE.

Venerdì 21 settembre alle ore 21.00 al presidio di Pieve Porto Morone giunge l'Europarlamentare On. Mario Borghezio.
Con la collaborazione di Opera Sicura e dei Volontari Verdi è stato realizzato l'evento nell'ambito del presidio fisso dei cittadini di Casoni, frazione di Pieve Porto Morone, per dare una scossa alle istituzioni e fare si che il Prefetto di Pavia risolva il problema dell'insediamento dei nomadi all'interno di una piccola comunità contadina.
Per arrivare a Pieve Porto Morone da Opera è sufficiente seguire la Statale 412 Valtidone che prima di attraversare il fiume Pò passa proprio dal paese dove si tiene il presidio. Giunti a Pieve si trovano le indicazioni per il paese sulla destra ma non bisogna svoltare bensì proseguire diritto fino a quando si scorge sulla destra un GS e sulla sinistra un mobilificio. A quel punto si gira a sinistra seguendo una strada di campagna che giunge alla frazione Casoni. Si tratta di circa 30/40 minuti di strada. Per aggregarsi ad altri basta contattare Ettore via sms oppure mail al gruppoconsiliarelega@tiscali.it

COMUNICATO STAMPA: LA SOLIDARIETA' OPERESE A PIEVE PORTO MORONE

Alla Cascina Gandina, località della frazione di Pieve Porto Morone che suo malgrado ospita una parte della comunità rom sfrattata dal Sindaco di Pavia dall'area dismessa dell'ex Snia, sono arrivati anche i presidianti di Opera Sicura per testimoniare la solidarietà di chi ha dovuto lottare contro le istituzioni per la tutela della legalità nel proprio paese. Nel piccolo centro agricolo della provincia pavese però vi è un forte sostegno del Sindaco, il leghista Angelo Cobianchi, e dell'Amministrazione comunale che forte anche del sostegno del Consigliere Regionale lombardo, il pavese Lorenzo Demartini, danno una carica aggiuntiva ai residenti della località scelta dal Prefetto di Pavia e dal Sindaco del capoluogo di provincia per destinare la comunità sfrattata dalla città lasciando il posto ad un centro commerciale. I pievesi non ci stanno e dicono no ai rom con lo stesso vigore con cui gli operesi hanno resistito alle bugie di certi settori delle istituzioni e del mondo politico di sinistra capaci, malgrado la volontà popolare, di condizionare organi di stampa e televisioni per dipingere la situazione diversa da come in realtà si presenta. Così i presidianti diventano xenofobi al punto tale da scomodare il Ministro Ferrero, che parla di pogrom nazista, ed i giornali tutti che gridano all'intolleranza razziale con tanto di prove. Come il sasso scagliato contro l'edificio che ospita i nomadi. Un presunto sasso che, dopo avere infranto un vetro, pare sia finito in giardino anziché all'interno dello stabile. "Poteva essere mortale per uno dei bambini che dormivano in quella stanza" è il commento dei giornali. Torna il tormentone scudo dei minori in pericolo di vita che hanno paura dei razzisti italiani. Torna il falso pietismo che i rom, sulle sedie a rotelle, dovrebbero profondere nelle inquadrature televisive. Peccato che lontani dalle telecamere questi si alzano, tanto rapidi come neppure il miracolato Lazzaro saprebbe fare, e salutano beffardamente i pievesi che trascorrono giorno e notte all'aperto per difendere una parte del proprio paese. Ai pievesi tutti va il nostro incoraggiamento a resistere e la promessa che ogni operese onesto, che ha vissuto sulla propria pelle il massacro mediatico fatto di menzogne e ingiurie, si batterà nel limite delle proprie possibilità affinché nel paese dell'hinterland pavese si possa tornare a vivere una vita tranquilla. Arrivederci a Pieve Porto Morone.
Il sito dei pievesi è http://www.pieveportomorone.blogspot.com/

TUTTI A PIEVE PORTO MORONE

Questa sera il Presidio di Opera si sposta in quel di Pieve Porto Morone dove il Comune di Pavia ha confinato i rom di cui si voleva liberare senza fare i conti con i cittadini locali. Ritrovo e partenza da Opera presso il parcheggio della ex coop alle ore 20.00

COMUNICATO STAMPA: OPERA, SOLIDARIETA’ A MARIO BORGHEZIO.

Opera, 11 settembre 2007.
Una data infausta quella odierna che rievoca immagini allucinanti per qualsiasi essere umano che non abbia nel suo dna il cromosoma della follia. Purtroppo, nonostante l’Europarlamentare europeo Mario Borghezio non abbia in alcun modo provocato alcuno né fomentato disordini, oggi la polizia belga lo ha fermato e, secondo le notizie che giungono in Padania, malmenato preventivamente al fine di scongiurare una manifestazione in memoria del disastro delle torri gemelle dove migliaia di civili persero la vita in seguito all’attacco terroristico sferrato dal Signore dell’Islam Osama Bin Laden. Nella civilissima Bruxelles, dove si può manifestare liberamente a favore dei pedofili, il Sindaco ha vietato una manifestazione anti-islam bloccando il parlamentare della Lega Nord. A Mario Borghezio giunga la solidarietà di tutta Opera che ancora ne ricorda l’impegno profuso in occasione del Presidio che nel febbraio scorso, dopo due mesi di lotta, scongiurò l’insediamento di un campo nomadi in paese. Mario Borghezio è un uomo al servizio della Padania cui tutti noi dobbiamo gratitudine per quanto svolge a Bruxelles a favore del nostro paese. Auspichiamo un immediato intervento del Presidente della Repubblica Napolitano a favore del nostro Parlamentare Europeo e siamo vicini, con lo spirito, al valoroso Onorevole torinese.
MERCOLEDI' 12 ALLE ORE 10.30 PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI AL CONSOLATO BELGA DI VIA TURATI, 12 A MILANO.

OPERA TRASFERIMENTO DEL SACERDOTE, IL SINDACO INSORGE

Tratto da Il Giorno del 31 agosto 2007
«Don Renato: attacco inaccettabile»
— OPERA —Le parole di Fusco, consigliere comunale della Lega e leader del Presidio contro i Rom, che hanno accolto con esultanza il trasferimento di don Renato Rebuzzini, definito il «parroco che leggeva il Manifesto», hanno provocato una dura reazione del primo cittadino di Opera, Alessandro Ramazzotti. «L’attacco del consigliere Ettore Fusco a don Renato e alla chiesa milanese è inaccettabile. Mi limito a ricordargli le parole del cardinale Tettamanzi al ritorno, nel marzo scorso, dal Pellegrinaggio in Terrasanta: Non è certo alimentando la paura che si può realizzare quel dialogo, quel confronto, quella collaborazione che sono poi l’unica strada possibile per la convivenza». E parlando proprio della preziosa opera di don Renato, complimentandosi per il suo impegno ha detto: «La risposta della Chiesa a emergenze come questa deve essere chiara. Richiamo ai valori e vicinanza alle persone».
D'altra parte, don Renato saluta la comunità di Opera per un avvicendamento normale, peraltro già previsto e «lascia come patrimonio alla città uno straordinario lavoro fatto di atti e di gesti che sono stati, anche per l’Amministrazione, di esempio e di insegnamento. Insisto nel dire che Opera oggi vuole guardare avanti. Cercare rendite politiche continuando a strumentalizzare l'aiuto che Opera ha voluto dare a Milano, un intervento di solidarietà umana sostenuto da tutte le istituzioni di ogni colore politico, compresa il sindaco Letizia Moratti, è chiaramente qualunquista». Mas.Sag.
Il comunicato stampa che ha acceso la collera di Ramazzotti, e ieri di Apuzzo che definiva i miei attacchi "violenti, volgari e ipocriti", è in versione integrale su www.gruppoconsiliarelega.blogspot.com

MA SOCIOLOGO SIGNIFICA IMBECILLE?

Mi domando come possa giungere, una persona che si definisce sociologo, ad affermare idiozie simili: "Lo stesso odio che c'è dietro la vicenda del campo nomadi di Opera dove le persone cosiddette normali bruciano le tende dove ci sono 35 neonati." Qui sotto trovate l'articolo da cui ho estrapolato la frase che, francamente, non ho capito se è di Revelli oppure dell'autore del pezzo che si firma DV. Naturalmente si tratta di Liberazione giornale molto simile al Manifesto dove, lo stesso Marco Revelli, aveva affermato che "nelle tende dormivano le famiglie rom con trenta bambini". Non ho parole!

Da Liberazione del 6/02/2007, pag. 7
Parla il sociologo e voce storica della sinistra italiana
Revelli: «Quella realtà che i media non raccontano»
«Il vizio, l’errore di fondo, nasce quando un problema sociale come l’immigrazione viene presentato esclusivamente come problema di ordine pubblico. Un po’ come si è fatto nell’800 con le rivendicazioni della nascente classe operaia, presentata come vero e proprio pericolo pubblico». Marco Revelli, sociologo, economista e voce storica della sinistra italiana ha pochi dubbi: la percezione distorta dei migranti è frutto di un’informazione chiusa, autoreferenziale e virtuale. «Marocchino uscito con l’indulto massacra la famiglia ».Questo, grosso modo, il titolo della gran parte dei giornali italiani il giorno dopo la strage di Erba.
Il fatto è che il racconto sociale che viene fatto dai media è molto chiuso nella propria dimensione di sistema, nei codici della notizia che esaspera l’eccezionalità invece della normalità. Erba è un esempio chiaro. Ed allora andrebbe compreso che l’informazione non racconta la realtà, soprattutto la relatà dei migranti. Le nostre vite hanno una dimensione ed uno spessore che l’informazione non coglie. Vorrei che pezzi di società riprendano la parola e ricomincino a raccontarsi dimostrando quanto sia falso il racconto dei media. Di qui l’idea che i migranti siano presentati come era presentata la classe operaia nell’800.
Certo, esattamente come accadde due secoli fa con l’emergere di una classe di lavoratori salariati che fu interpretata come la nascita di una classe sociale pericolosa, come un problema di sicurezza. Così nacquero le leggi sul controllo militare di questa classe. Esattamente come i migranti del 2000 che vengono presentati come soggetti pericolosi mentre, nella realtà, sono la nuova forza lavoro planetaria.
C’è un razzismo inconsapevole del nostro sistema dei media; un razzismo di fondo che presenta l’altro come un delinquente abituale. Con Erba, inoltre, abbiamo mancato l’occasione per indagare questa violenza strisciante e domestica. Una violenza tutta italiana.
Oltre al soprassalto di vergogna con cui i media hanno presentato quel che è accaduto, la cosa che stupisce è che si è rimossa, si è ignorata la grave malattia del territorio. Di questo nostro Nord-est e di tutto il settentrione. Proprio in quella padania così ricca, in quel Nord-est pieno di suv, di palazzi di vetro e cemento, quel Nord-est in cui la vulgata colloca il motore del benessere dell’italia che tira; ecco, proprio lì scopriamo che il nostro territorio è attraversato da grumi di risentimento di cui i due assassini sono la sintesi. Lo stesso odio che c’è dietro la vicenda del campo nomadi di Opera dove le persone cosiddette normali bruciano le tende dove ci sono 35 neonati. Ed allora io credo che proprio lì, in quelle occasioni, viene fuori un sentimento di depauperazione che porta a tutto questo. I coniugi di Erba non avevano quel che aveva quella coppia: quel fertile disordine così incomprensibile per loro. I due assassini erano apparentemente perfetti e invece mancavano di tutto. Questo vuoto è un vuoto di relazioni, di rapporti di senso della vita e di gusto della scoperta dell’altro. Sono vite svuotate, prive di un orizzonte di senso che si ritrova solo nell’odio per tutto quanto è altro da sé.
D.V.

GENITORI CHE... educano alla verità i propri figli!

Voglio farvi leggere questo bel post tratto dal forum di genitoriche.org L'autore è un esempio di razzismo al contrario in casa nostra, infatti, Afroitaliani/e è già tutto un programma... comunque, come sempre ripeto, gente così è meglio davanti ad un pc piuttosto che ha calarsi le braghe davanti ad un asilo. Lo storico Marco Revelli, invece, è uno dei tanti comunisti che ha scritto le peggiori nefandezze sulla vicenda del Presidio usufruendo dello spazio sul "Manifesto". Chi esalta un personaggio simile, che purtroppo ho conosciuto prima di leggere le sue menzogne, è davvero un genitore che... sarebbe meglio fosse sterile! Vi rammento che Revelli, tra l'altro, ha scritto: "nella stessa notte aveva provocato un assalto al campo con l'incendio delle tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini, protraendosi poi tra momenti conviviali, bivacchi, e una continua, sistematica pratica dell'aggressione verbale con insulti, sputi, minacce ai nomadi e ai volontari che ogni mattina accompagnavano i bambini a scuola." A parte gli insulti e gli sputi ai nomadi ed ai bambini, menzogne di cui dovrebbero rispondere tutti quelli che le hanno riportate, il grande (come viene definito dal suo estimatore) Revelli ha saputo aggiungere anche le famiglie rom con 30 bambini che dormivano nelle tende bruciate... strano che non abbia indicato anche il numero di morti! Voi lo ricordate Revelli quando diceva che sono tutte leggende quelle sugli zingari che rubano ecc ecc? E la moioli che raccontava che non prendono i soldi? Strano poi sentire gli zingari intervistati che raccontano di essere obbligati a rubare poichè non trovano lavoro (allora rubano n.d.r.) o quelli che sempre davanti ad una telecamera si lamentano che con 1.100 euro dallo Stato mica ci possono mantenere la famiglia (allora qualcuno li prende sti soldi). E la Pavlovijc a Telelombardia accanto a Ramazzotti che diceva la stessa cosa, piangendo quasi, poichè i poverini non potevano campare con mille euro e quattro figli? Soldi dei sussidi, lo diceva lei. Proprio leggende cari amici... proprio leggende grande Marco Revelli!
Per chi volesse farsi due risate... guardate che finezza, poi, nel definire un genitore che... di figli ne ha tre, se li mantiene da se, e di balle non ne racconta!
Chi ha visto l'Infedele ieri sera?
inviato: 25/01/07 12:35
afroitaliani/eRegistrato: 06/02/06
ieri sera all'INFEDELE di gad lerner si parlava di rom , campi e discriminazione. In studio tra gli altri i leghisti di Opera, l'assessore moiolino, penati, don colmegna, il sindaco di opera, il grande storico MARCO REVELLI , Rosetta Loy e pubblico composto da residenti non rom di via triboniano e opera, e rom rumeni e italiani. Che ne pensate? a me è parso fatto bene, e poi c'era REVELLI, di cui ho una grandissima stima, peccato che non l'abbiano fatto parlare tanto quanto quell'abietto leghista, fusco mi pare si chiamasse....che ha detto impunemente le solite falsità trite (è una loro scelta vivere così, sono dei nomadi, vogliono vivere nelle tende !!!!!) mi è piaciuta molto anche Rosetta Loy che ha confutato , unica tra i tanti, neanche Colmegna l'ha fatto, l'affermazione che sia una "scelta" vivere nel degrado. e ha fatto benissimo Lerner a ricordare il doppio standard cioè che se si insultano pubblicamente gli ebrei in quanto gruppo si scatena giustamente la condanna unanime e bipartisan, ma se si fa lo stesso per i rom , nessuno, (o ben pochi) alza un sopracciglio chi è che ha FINALMENTE detto , mi sembra il regista Ferrario (film La strada di Levi, da non perdere) che la responsabilità di un crimine è dell'INDIVIDUO non del gruppo etnico a cui appartiene. una cosa così scontata, non è mai venuta in mente prima d'ora di dirla a nessun conduttore o politico? e poi bellissimo il reportage di francesca esposito, sull'europa dell'est, i pogrom in romania, il massacro del villaggio di HADARENI, I cartelli con su scritto : non serviamo i rom , che si trovano impunemente in romania.... e lerner ha anche ricordato l'iniziativa di oggi a Roma all'auditorium , che la redazione di genitoriche ha anche segnalato in che fare in città (grazie)..... per quanto riguarda il patto di legalità, io sono d'accordo con la signora rom italiana: ma dove siamo , in regime di apartheid , che esclusivamente a un particolare gruppo etnico viene chiesto di firmare un contratto di legalità??? presumendo che altrimenti il gruppo etnico delinqua, anche se nessun individuo di quel gruppo ha mai fatto niente di male?? lerner non ha aggiunto, ma avrebbe dovuto, che simili patti ricordano anch'essi il trattamento riservato agli ebrei durante il nazismo, o forse, per la questione del lasciapassare, a me ricordano la discriminazione perpertrata al giorno d'oggi dagli israeliani verso i palestinesi..... comunque la trasmissione era veramente , per una volta, informativa, (finalmente si è confutata la leggenda metropolitana dell'inesistente "sussidio ai rom") ....e penso che i neo-nazi di Opera non ne siano usciti così bene..... io mi sono messa nei panni di quelle persone rom che erano presenti in studio, come si sentiranno a sentirsi scaraventato addosso tanto odio, tanti pregiudizi..... hai visto l'idiota (perdonatemi) leghista, che a un certo punto ha detto : "beh se ci sono tutti questi luoghi comuni è perchè alla base c'è del vero" e ha aggiunto, facendo un infelice paragone con la Shoah : " se si vuole punire chi confuta l'Olocausto, si dovrebbe anche punire chi confuta queste verità" (o qualcosa del genere, al che Lerner , giustamente punto sul vivo ha replicato : non ho ben capito il senso di ciò che vuole dire.." peccato che non ha voluto infierire sul povero idiota, pardon, leghista, che sarebbe venuto fuori tutto il suo antisemitismo e odio razziale..... e la figura sarebbe stata ben più barbina.....

ALTRO CHE TENDE IGNIFUGHE!

Ancora una volta siamo a rilevare una delle tante menzogne che i media e le istituzioni hanno sostenuto fino alla nausea per dimostrare quanto fossero stati cattivi i cittadini che hanno bruciato le tende. Ricordano, i signori delatori del popolo operese, quante volte hanno ripetuto che le tende erano ignifughe per sottolineare la premeditazione e la caparbietà con cui si era compiuto l'efferato delitto? Persino mass media e istituzioni avevano insistito su questo punto. Bene, vi cito dall'Atto di chiusura delle indagini preliminari: "..appiccava il fuoco ad almeno 6 delle 13 tende collocate nell'area di Via Marcora, fabbricate con tessuto altamente infiammabile, al solo scopo di danneggiare le strutture di proprietà della protezione civile della Provincia di Milano..". Avete notato che le tende, a quanto pare, fossero addirittura "altamente infiammabili"? La storia delle tende ingnifughe è l'ennesima menzogna in merito alla vicenda e, seppure di reato si continuerà a parlare, visto che comunque sono state danneggiate le tende della Protezione Civile (e non di Don Colmegna o dei Rom, tende nostre quindi), la posizione degli accusati cambia. Io credo, anzi, che visto il caos di quella sera, cui non ho assistito poichè mi trovavo in Consiglio Comunale, qualcuno potrebbe anche aver gettato un mozzicone di sigaretta contro una delle tende ed aver provocato il danno senza neppure l'intenzionalità di cui gli operesi sono sempre stati accusati. Tra le tante menzogne sentite, come ho sempre ribadito, chissà perchè non ho mai sentito una bugia da parte di chi non voleva i rom a Opera. Erano forse, semplicemente, onesti cittadini quelli che hanno deciso di difendere la LEGALITA' nel nostro paese? Cordiali saluti.

Fabrizio Dalcerri con UNO DEI NOSTRI!

Anche da Umberto Bossi è giunto l'interessamento per la nota vicenda del Presidio di Opera e della chiusura delle indagini preliminari in relazione a presunte responsabilità da parte di cittadini operesi nel rogo del 21 dicembre 2006 quando le tende, che la protezione civile stava allestendo per accogliere un campo nomadi, vennero irrimediabilmente danneggiate da ignoti infiltratisi nella protesta dei cittadini che chiedevano chiarimenti al Sindaco Ramazzotti. Naturalmente dal Senatur sono giunti gli auguri al Consigliere leghista Ettore Fusco ed agli altri otto ragazzi ancora implicati nella vicenda. Con la grinta del condottiero del carroccio la nostra forza si moltiplica e la lotta si fa più decisa. L'unica colpa degli operesi, se di colpa si può parlare, è quella di avere troppo a cuore la propria terra. Siamo fieri di essere operesi.

"Il consigliere della Lega Ettore Fusco, in attesa del rinvio a giudizio per istigazione a delinquere, è a piede libero."

Con questa frase, tratta da il Manifesto del 27 luglio, si conclude l'articolo che annuncia la notizia relativa alla chiusura delle indagini preliminari. Non vado a vedere cosa scrivono di Caruso, i pennivendoli di sinistra, per non pentirmi della libertà di stampa. L'immagine, invece, è stata presa da uno dei tanti siti comunisti ed antifascisti che hanno dovuto trattare Opera come una questione di razzismo. Sono finiti i tempi degli ideali... oggi il proletariato rivoluzionario si occupa solo di rom, immigrati clandestini e dimentica la classe operaia. Il futuro del proletariato e quindi la ninfa vitale per il tesseramento alla triplice, in particolare alla CGIL, sono proprio i diseredati del mondo. La rincorsa a chi finge di essere più vicino ai loro bisogni è cominciata. I sindacati ne hanno di esperienza in questo campo.

CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI. SIAMO RIMASTI IN NOVE. UNICO POLITICO: ETTORE FUSCO della Lega Nord.

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