IL SITO DEL PRESIDIO DI OPERA E' UNA CARICATURA DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI NELLA SOCIETA' MODERNA.

SOTTO: LA STORIA DEL PRESIDIO DI OPERA, UN ANNO DOPO.

Dal 21 dicembre 2006 al 12 febbraio 2007 riassunta con gli articoli di giornale più significativi (spesso falsi) ed i comunicati stampa, per non dimenticare:

VERGOGNA, non possiamo permettere questo!

COMUNICATO STAMPA: FINALMENTE IL PM ASCOLTA L'ACCUSATO N.1

Dopo aver letto gli atti processuali relativi all'indagine sul rogo delle tende del 21 dicembre 2006, ed avere appreso di essere la vittima di un complotto, è finalmente giunto il momento di dire la mia. Oggi, 5 ottobre 2007, davanti al PM Laura Barbaini presso il Tribunale di Milano avrò la possibilità di parlare direttamente con chi ha svolto le indagini ed ha sentito il parere di una sola campana, quella politicizzata che tenta di sfruttare fino in fondo la situazione danneggiando, forse pensando di potermi intimidire o addirittura spedirmi in galera, il più accreditato avversario per le amministrative 2008. Molte testimonianze sono risultate fasulle e lo dimostreremo nell'eventuale processo qualora decidessero, nonostante le prove certe della mia estraneità a quanto mi viene addebitato, di rinviarmi a giudizio. Confido nella giustizia e nella volontà della Dottoressa Barbaini di volerla perseguire.
(Foto: Clemente Mastella, Ministro della Giustizia)

I NOMADI IN TOUR A MILANO

Il pullman dei rom di Don Colmegna. Adesso che finalmente sono diventati nomadi e si muovono per la città nessuno li vuole più. Su tante parrocchie una sola ha dato la propria disponibilità ad accoglierli. Il prete resta sempre più solo in questa sua demagogica battaglia intrisa di falsità e buonismo che irrita ogni giorno sempre più settori del mondo politico e sociale. (foto: fonte Il Giornale). Il Comunicato stampa di Opera Sicura in merito all'iniziativa di Don Colmegna: http://operasicura.blogspot.com/2007/09/comunicato-stampa-se-passano-da-opera.html

CON BORGHEZIO A PIEVE PORTO MORONE.

Venerdì 21 settembre alle ore 21.00 al presidio di Pieve Porto Morone giunge l'Europarlamentare On. Mario Borghezio.
Con la collaborazione di Opera Sicura e dei Volontari Verdi è stato realizzato l'evento nell'ambito del presidio fisso dei cittadini di Casoni, frazione di Pieve Porto Morone, per dare una scossa alle istituzioni e fare si che il Prefetto di Pavia risolva il problema dell'insediamento dei nomadi all'interno di una piccola comunità contadina.
Per arrivare a Pieve Porto Morone da Opera è sufficiente seguire la Statale 412 Valtidone che prima di attraversare il fiume Pò passa proprio dal paese dove si tiene il presidio. Giunti a Pieve si trovano le indicazioni per il paese sulla destra ma non bisogna svoltare bensì proseguire diritto fino a quando si scorge sulla destra un GS e sulla sinistra un mobilificio. A quel punto si gira a sinistra seguendo una strada di campagna che giunge alla frazione Casoni. Si tratta di circa 30/40 minuti di strada. Per aggregarsi ad altri basta contattare Ettore via sms oppure mail al gruppoconsiliarelega@tiscali.it

COMUNICATO STAMPA: LA SOLIDARIETA' OPERESE A PIEVE PORTO MORONE

Alla Cascina Gandina, località della frazione di Pieve Porto Morone che suo malgrado ospita una parte della comunità rom sfrattata dal Sindaco di Pavia dall'area dismessa dell'ex Snia, sono arrivati anche i presidianti di Opera Sicura per testimoniare la solidarietà di chi ha dovuto lottare contro le istituzioni per la tutela della legalità nel proprio paese. Nel piccolo centro agricolo della provincia pavese però vi è un forte sostegno del Sindaco, il leghista Angelo Cobianchi, e dell'Amministrazione comunale che forte anche del sostegno del Consigliere Regionale lombardo, il pavese Lorenzo Demartini, danno una carica aggiuntiva ai residenti della località scelta dal Prefetto di Pavia e dal Sindaco del capoluogo di provincia per destinare la comunità sfrattata dalla città lasciando il posto ad un centro commerciale. I pievesi non ci stanno e dicono no ai rom con lo stesso vigore con cui gli operesi hanno resistito alle bugie di certi settori delle istituzioni e del mondo politico di sinistra capaci, malgrado la volontà popolare, di condizionare organi di stampa e televisioni per dipingere la situazione diversa da come in realtà si presenta. Così i presidianti diventano xenofobi al punto tale da scomodare il Ministro Ferrero, che parla di pogrom nazista, ed i giornali tutti che gridano all'intolleranza razziale con tanto di prove. Come il sasso scagliato contro l'edificio che ospita i nomadi. Un presunto sasso che, dopo avere infranto un vetro, pare sia finito in giardino anziché all'interno dello stabile. "Poteva essere mortale per uno dei bambini che dormivano in quella stanza" è il commento dei giornali. Torna il tormentone scudo dei minori in pericolo di vita che hanno paura dei razzisti italiani. Torna il falso pietismo che i rom, sulle sedie a rotelle, dovrebbero profondere nelle inquadrature televisive. Peccato che lontani dalle telecamere questi si alzano, tanto rapidi come neppure il miracolato Lazzaro saprebbe fare, e salutano beffardamente i pievesi che trascorrono giorno e notte all'aperto per difendere una parte del proprio paese. Ai pievesi tutti va il nostro incoraggiamento a resistere e la promessa che ogni operese onesto, che ha vissuto sulla propria pelle il massacro mediatico fatto di menzogne e ingiurie, si batterà nel limite delle proprie possibilità affinché nel paese dell'hinterland pavese si possa tornare a vivere una vita tranquilla. Arrivederci a Pieve Porto Morone.
Il sito dei pievesi è http://www.pieveportomorone.blogspot.com/

TUTTI A PIEVE PORTO MORONE

Questa sera il Presidio di Opera si sposta in quel di Pieve Porto Morone dove il Comune di Pavia ha confinato i rom di cui si voleva liberare senza fare i conti con i cittadini locali. Ritrovo e partenza da Opera presso il parcheggio della ex coop alle ore 20.00

COMUNICATO STAMPA: OPERA, SOLIDARIETA’ A MARIO BORGHEZIO.

Opera, 11 settembre 2007.
Una data infausta quella odierna che rievoca immagini allucinanti per qualsiasi essere umano che non abbia nel suo dna il cromosoma della follia. Purtroppo, nonostante l’Europarlamentare europeo Mario Borghezio non abbia in alcun modo provocato alcuno né fomentato disordini, oggi la polizia belga lo ha fermato e, secondo le notizie che giungono in Padania, malmenato preventivamente al fine di scongiurare una manifestazione in memoria del disastro delle torri gemelle dove migliaia di civili persero la vita in seguito all’attacco terroristico sferrato dal Signore dell’Islam Osama Bin Laden. Nella civilissima Bruxelles, dove si può manifestare liberamente a favore dei pedofili, il Sindaco ha vietato una manifestazione anti-islam bloccando il parlamentare della Lega Nord. A Mario Borghezio giunga la solidarietà di tutta Opera che ancora ne ricorda l’impegno profuso in occasione del Presidio che nel febbraio scorso, dopo due mesi di lotta, scongiurò l’insediamento di un campo nomadi in paese. Mario Borghezio è un uomo al servizio della Padania cui tutti noi dobbiamo gratitudine per quanto svolge a Bruxelles a favore del nostro paese. Auspichiamo un immediato intervento del Presidente della Repubblica Napolitano a favore del nostro Parlamentare Europeo e siamo vicini, con lo spirito, al valoroso Onorevole torinese.
MERCOLEDI' 12 ALLE ORE 10.30 PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI AL CONSOLATO BELGA DI VIA TURATI, 12 A MILANO.

OPERA TRASFERIMENTO DEL SACERDOTE, IL SINDACO INSORGE

Tratto da Il Giorno del 31 agosto 2007
«Don Renato: attacco inaccettabile»
— OPERA —Le parole di Fusco, consigliere comunale della Lega e leader del Presidio contro i Rom, che hanno accolto con esultanza il trasferimento di don Renato Rebuzzini, definito il «parroco che leggeva il Manifesto», hanno provocato una dura reazione del primo cittadino di Opera, Alessandro Ramazzotti. «L’attacco del consigliere Ettore Fusco a don Renato e alla chiesa milanese è inaccettabile. Mi limito a ricordargli le parole del cardinale Tettamanzi al ritorno, nel marzo scorso, dal Pellegrinaggio in Terrasanta: Non è certo alimentando la paura che si può realizzare quel dialogo, quel confronto, quella collaborazione che sono poi l’unica strada possibile per la convivenza». E parlando proprio della preziosa opera di don Renato, complimentandosi per il suo impegno ha detto: «La risposta della Chiesa a emergenze come questa deve essere chiara. Richiamo ai valori e vicinanza alle persone».
D'altra parte, don Renato saluta la comunità di Opera per un avvicendamento normale, peraltro già previsto e «lascia come patrimonio alla città uno straordinario lavoro fatto di atti e di gesti che sono stati, anche per l’Amministrazione, di esempio e di insegnamento. Insisto nel dire che Opera oggi vuole guardare avanti. Cercare rendite politiche continuando a strumentalizzare l'aiuto che Opera ha voluto dare a Milano, un intervento di solidarietà umana sostenuto da tutte le istituzioni di ogni colore politico, compresa il sindaco Letizia Moratti, è chiaramente qualunquista». Mas.Sag.
Il comunicato stampa che ha acceso la collera di Ramazzotti, e ieri di Apuzzo che definiva i miei attacchi "violenti, volgari e ipocriti", è in versione integrale su www.gruppoconsiliarelega.blogspot.com

MA SOCIOLOGO SIGNIFICA IMBECILLE?

Mi domando come possa giungere, una persona che si definisce sociologo, ad affermare idiozie simili: "Lo stesso odio che c'è dietro la vicenda del campo nomadi di Opera dove le persone cosiddette normali bruciano le tende dove ci sono 35 neonati." Qui sotto trovate l'articolo da cui ho estrapolato la frase che, francamente, non ho capito se è di Revelli oppure dell'autore del pezzo che si firma DV. Naturalmente si tratta di Liberazione giornale molto simile al Manifesto dove, lo stesso Marco Revelli, aveva affermato che "nelle tende dormivano le famiglie rom con trenta bambini". Non ho parole!

Da Liberazione del 6/02/2007, pag. 7
Parla il sociologo e voce storica della sinistra italiana
Revelli: «Quella realtà che i media non raccontano»
«Il vizio, l’errore di fondo, nasce quando un problema sociale come l’immigrazione viene presentato esclusivamente come problema di ordine pubblico. Un po’ come si è fatto nell’800 con le rivendicazioni della nascente classe operaia, presentata come vero e proprio pericolo pubblico». Marco Revelli, sociologo, economista e voce storica della sinistra italiana ha pochi dubbi: la percezione distorta dei migranti è frutto di un’informazione chiusa, autoreferenziale e virtuale. «Marocchino uscito con l’indulto massacra la famiglia ».Questo, grosso modo, il titolo della gran parte dei giornali italiani il giorno dopo la strage di Erba.
Il fatto è che il racconto sociale che viene fatto dai media è molto chiuso nella propria dimensione di sistema, nei codici della notizia che esaspera l’eccezionalità invece della normalità. Erba è un esempio chiaro. Ed allora andrebbe compreso che l’informazione non racconta la realtà, soprattutto la relatà dei migranti. Le nostre vite hanno una dimensione ed uno spessore che l’informazione non coglie. Vorrei che pezzi di società riprendano la parola e ricomincino a raccontarsi dimostrando quanto sia falso il racconto dei media. Di qui l’idea che i migranti siano presentati come era presentata la classe operaia nell’800.
Certo, esattamente come accadde due secoli fa con l’emergere di una classe di lavoratori salariati che fu interpretata come la nascita di una classe sociale pericolosa, come un problema di sicurezza. Così nacquero le leggi sul controllo militare di questa classe. Esattamente come i migranti del 2000 che vengono presentati come soggetti pericolosi mentre, nella realtà, sono la nuova forza lavoro planetaria.
C’è un razzismo inconsapevole del nostro sistema dei media; un razzismo di fondo che presenta l’altro come un delinquente abituale. Con Erba, inoltre, abbiamo mancato l’occasione per indagare questa violenza strisciante e domestica. Una violenza tutta italiana.
Oltre al soprassalto di vergogna con cui i media hanno presentato quel che è accaduto, la cosa che stupisce è che si è rimossa, si è ignorata la grave malattia del territorio. Di questo nostro Nord-est e di tutto il settentrione. Proprio in quella padania così ricca, in quel Nord-est pieno di suv, di palazzi di vetro e cemento, quel Nord-est in cui la vulgata colloca il motore del benessere dell’italia che tira; ecco, proprio lì scopriamo che il nostro territorio è attraversato da grumi di risentimento di cui i due assassini sono la sintesi. Lo stesso odio che c’è dietro la vicenda del campo nomadi di Opera dove le persone cosiddette normali bruciano le tende dove ci sono 35 neonati. Ed allora io credo che proprio lì, in quelle occasioni, viene fuori un sentimento di depauperazione che porta a tutto questo. I coniugi di Erba non avevano quel che aveva quella coppia: quel fertile disordine così incomprensibile per loro. I due assassini erano apparentemente perfetti e invece mancavano di tutto. Questo vuoto è un vuoto di relazioni, di rapporti di senso della vita e di gusto della scoperta dell’altro. Sono vite svuotate, prive di un orizzonte di senso che si ritrova solo nell’odio per tutto quanto è altro da sé.
D.V.

GENITORI CHE... educano alla verità i propri figli!

Voglio farvi leggere questo bel post tratto dal forum di genitoriche.org L'autore è un esempio di razzismo al contrario in casa nostra, infatti, Afroitaliani/e è già tutto un programma... comunque, come sempre ripeto, gente così è meglio davanti ad un pc piuttosto che ha calarsi le braghe davanti ad un asilo. Lo storico Marco Revelli, invece, è uno dei tanti comunisti che ha scritto le peggiori nefandezze sulla vicenda del Presidio usufruendo dello spazio sul "Manifesto". Chi esalta un personaggio simile, che purtroppo ho conosciuto prima di leggere le sue menzogne, è davvero un genitore che... sarebbe meglio fosse sterile! Vi rammento che Revelli, tra l'altro, ha scritto: "nella stessa notte aveva provocato un assalto al campo con l'incendio delle tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini, protraendosi poi tra momenti conviviali, bivacchi, e una continua, sistematica pratica dell'aggressione verbale con insulti, sputi, minacce ai nomadi e ai volontari che ogni mattina accompagnavano i bambini a scuola." A parte gli insulti e gli sputi ai nomadi ed ai bambini, menzogne di cui dovrebbero rispondere tutti quelli che le hanno riportate, il grande (come viene definito dal suo estimatore) Revelli ha saputo aggiungere anche le famiglie rom con 30 bambini che dormivano nelle tende bruciate... strano che non abbia indicato anche il numero di morti! Voi lo ricordate Revelli quando diceva che sono tutte leggende quelle sugli zingari che rubano ecc ecc? E la moioli che raccontava che non prendono i soldi? Strano poi sentire gli zingari intervistati che raccontano di essere obbligati a rubare poichè non trovano lavoro (allora rubano n.d.r.) o quelli che sempre davanti ad una telecamera si lamentano che con 1.100 euro dallo Stato mica ci possono mantenere la famiglia (allora qualcuno li prende sti soldi). E la Pavlovijc a Telelombardia accanto a Ramazzotti che diceva la stessa cosa, piangendo quasi, poichè i poverini non potevano campare con mille euro e quattro figli? Soldi dei sussidi, lo diceva lei. Proprio leggende cari amici... proprio leggende grande Marco Revelli!
Per chi volesse farsi due risate... guardate che finezza, poi, nel definire un genitore che... di figli ne ha tre, se li mantiene da se, e di balle non ne racconta!
Chi ha visto l'Infedele ieri sera?
inviato: 25/01/07 12:35
afroitaliani/eRegistrato: 06/02/06
ieri sera all'INFEDELE di gad lerner si parlava di rom , campi e discriminazione. In studio tra gli altri i leghisti di Opera, l'assessore moiolino, penati, don colmegna, il sindaco di opera, il grande storico MARCO REVELLI , Rosetta Loy e pubblico composto da residenti non rom di via triboniano e opera, e rom rumeni e italiani. Che ne pensate? a me è parso fatto bene, e poi c'era REVELLI, di cui ho una grandissima stima, peccato che non l'abbiano fatto parlare tanto quanto quell'abietto leghista, fusco mi pare si chiamasse....che ha detto impunemente le solite falsità trite (è una loro scelta vivere così, sono dei nomadi, vogliono vivere nelle tende !!!!!) mi è piaciuta molto anche Rosetta Loy che ha confutato , unica tra i tanti, neanche Colmegna l'ha fatto, l'affermazione che sia una "scelta" vivere nel degrado. e ha fatto benissimo Lerner a ricordare il doppio standard cioè che se si insultano pubblicamente gli ebrei in quanto gruppo si scatena giustamente la condanna unanime e bipartisan, ma se si fa lo stesso per i rom , nessuno, (o ben pochi) alza un sopracciglio chi è che ha FINALMENTE detto , mi sembra il regista Ferrario (film La strada di Levi, da non perdere) che la responsabilità di un crimine è dell'INDIVIDUO non del gruppo etnico a cui appartiene. una cosa così scontata, non è mai venuta in mente prima d'ora di dirla a nessun conduttore o politico? e poi bellissimo il reportage di francesca esposito, sull'europa dell'est, i pogrom in romania, il massacro del villaggio di HADARENI, I cartelli con su scritto : non serviamo i rom , che si trovano impunemente in romania.... e lerner ha anche ricordato l'iniziativa di oggi a Roma all'auditorium , che la redazione di genitoriche ha anche segnalato in che fare in città (grazie)..... per quanto riguarda il patto di legalità, io sono d'accordo con la signora rom italiana: ma dove siamo , in regime di apartheid , che esclusivamente a un particolare gruppo etnico viene chiesto di firmare un contratto di legalità??? presumendo che altrimenti il gruppo etnico delinqua, anche se nessun individuo di quel gruppo ha mai fatto niente di male?? lerner non ha aggiunto, ma avrebbe dovuto, che simili patti ricordano anch'essi il trattamento riservato agli ebrei durante il nazismo, o forse, per la questione del lasciapassare, a me ricordano la discriminazione perpertrata al giorno d'oggi dagli israeliani verso i palestinesi..... comunque la trasmissione era veramente , per una volta, informativa, (finalmente si è confutata la leggenda metropolitana dell'inesistente "sussidio ai rom") ....e penso che i neo-nazi di Opera non ne siano usciti così bene..... io mi sono messa nei panni di quelle persone rom che erano presenti in studio, come si sentiranno a sentirsi scaraventato addosso tanto odio, tanti pregiudizi..... hai visto l'idiota (perdonatemi) leghista, che a un certo punto ha detto : "beh se ci sono tutti questi luoghi comuni è perchè alla base c'è del vero" e ha aggiunto, facendo un infelice paragone con la Shoah : " se si vuole punire chi confuta l'Olocausto, si dovrebbe anche punire chi confuta queste verità" (o qualcosa del genere, al che Lerner , giustamente punto sul vivo ha replicato : non ho ben capito il senso di ciò che vuole dire.." peccato che non ha voluto infierire sul povero idiota, pardon, leghista, che sarebbe venuto fuori tutto il suo antisemitismo e odio razziale..... e la figura sarebbe stata ben più barbina.....

ALTRO CHE TENDE IGNIFUGHE!

Ancora una volta siamo a rilevare una delle tante menzogne che i media e le istituzioni hanno sostenuto fino alla nausea per dimostrare quanto fossero stati cattivi i cittadini che hanno bruciato le tende. Ricordano, i signori delatori del popolo operese, quante volte hanno ripetuto che le tende erano ignifughe per sottolineare la premeditazione e la caparbietà con cui si era compiuto l'efferato delitto? Persino mass media e istituzioni avevano insistito su questo punto. Bene, vi cito dall'Atto di chiusura delle indagini preliminari: "..appiccava il fuoco ad almeno 6 delle 13 tende collocate nell'area di Via Marcora, fabbricate con tessuto altamente infiammabile, al solo scopo di danneggiare le strutture di proprietà della protezione civile della Provincia di Milano..". Avete notato che le tende, a quanto pare, fossero addirittura "altamente infiammabili"? La storia delle tende ingnifughe è l'ennesima menzogna in merito alla vicenda e, seppure di reato si continuerà a parlare, visto che comunque sono state danneggiate le tende della Protezione Civile (e non di Don Colmegna o dei Rom, tende nostre quindi), la posizione degli accusati cambia. Io credo, anzi, che visto il caos di quella sera, cui non ho assistito poichè mi trovavo in Consiglio Comunale, qualcuno potrebbe anche aver gettato un mozzicone di sigaretta contro una delle tende ed aver provocato il danno senza neppure l'intenzionalità di cui gli operesi sono sempre stati accusati. Tra le tante menzogne sentite, come ho sempre ribadito, chissà perchè non ho mai sentito una bugia da parte di chi non voleva i rom a Opera. Erano forse, semplicemente, onesti cittadini quelli che hanno deciso di difendere la LEGALITA' nel nostro paese? Cordiali saluti.

Fabrizio Dalcerri con UNO DEI NOSTRI!

Anche da Umberto Bossi è giunto l'interessamento per la nota vicenda del Presidio di Opera e della chiusura delle indagini preliminari in relazione a presunte responsabilità da parte di cittadini operesi nel rogo del 21 dicembre 2006 quando le tende, che la protezione civile stava allestendo per accogliere un campo nomadi, vennero irrimediabilmente danneggiate da ignoti infiltratisi nella protesta dei cittadini che chiedevano chiarimenti al Sindaco Ramazzotti. Naturalmente dal Senatur sono giunti gli auguri al Consigliere leghista Ettore Fusco ed agli altri otto ragazzi ancora implicati nella vicenda. Con la grinta del condottiero del carroccio la nostra forza si moltiplica e la lotta si fa più decisa. L'unica colpa degli operesi, se di colpa si può parlare, è quella di avere troppo a cuore la propria terra. Siamo fieri di essere operesi.

"Il consigliere della Lega Ettore Fusco, in attesa del rinvio a giudizio per istigazione a delinquere, è a piede libero."

Con questa frase, tratta da il Manifesto del 27 luglio, si conclude l'articolo che annuncia la notizia relativa alla chiusura delle indagini preliminari. Non vado a vedere cosa scrivono di Caruso, i pennivendoli di sinistra, per non pentirmi della libertà di stampa. L'immagine, invece, è stata presa da uno dei tanti siti comunisti ed antifascisti che hanno dovuto trattare Opera come una questione di razzismo. Sono finiti i tempi degli ideali... oggi il proletariato rivoluzionario si occupa solo di rom, immigrati clandestini e dimentica la classe operaia. Il futuro del proletariato e quindi la ninfa vitale per il tesseramento alla triplice, in particolare alla CGIL, sono proprio i diseredati del mondo. La rincorsa a chi finge di essere più vicino ai loro bisogni è cominciata. I sindacati ne hanno di esperienza in questo campo.

CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI. SIAMO RIMASTI IN NOVE. UNICO POLITICO: ETTORE FUSCO della Lega Nord.

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UNA NUOVA BATTAGLIA DA COMBATTERE UNITI. PER IL NOSTRO PAESE.

Opera deve lottare, ancora una volta, per difendere il proprio diritto alla sicurezza. Opera Sicura è con chi vuole mantenere uno stato di vivibilità che gli operesi si sono saputi conquistare con il lavoro di chi non antepone il profitto ai bisogni del cittadino. L'inceneritore a Opera non si farà. Vinceremo anche questa battaglia. UNITI SI VINCE.

BANDIERE DI MILANO PER LA LEGALITA'.

Milano, 9 luglio. Erano una decina, su circa quattrocento milanesi, gli operesi in rappresentanza del Presidio di Opera alla fiaccolata organizzata dal comitato cittadino Treccani degli Alfieri e dalla Lega Nord che hanno sfilato nella zona tra Piazza Agrippa e Piazzale Abbiategrasso per ribadire la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni. Nel sud Milano, quella di Via Treccani degli alfieri, non era l'unica manifestazione. A Chiaravalle prosegue il presidio davanti all'Abbazia tutte le sere. Ieri era previsto l'arrivo della Moratti ma, forse per la notizia che ci sarebbe stato un comitato cittadino "di benvenuto", il Sindaco di Milano ha preferito disertare l'appuntamento. Alcunii cittadini del presidio, hanno partecipato anche a quel sit in di milanesi esasperati. Il problema dei rom è di tutti, non sono pochi kilometri di distanza dalla propria abitazione che permettono una vita tranquilla. Il Presidio di Opera è con i milanesi nell'impari lotta alle istituzioni ed ai campi nomadi abusivi.

OPERA GAGIA: GIOVEDI' 5 LUGLIO ORE 21

ATTENZIONE CI GIUNGE NOTIZIA DI UNA IMPROVVISATA PROIEZIONE DI OPERA GAGIA, IL DOCUMENTARIO SUL PRESIDIO, IN PROGRAMMA IL 5 LUGLIO 2007 AL CINEMA TEATRO EDUARDO. SIAMO STUPITI DI UNA SIMILE OPERAZIONE IMPROVVISA E NON PUBBLICIZZATA SE NON CON VOLANTINI APPARSI IN PAESE SOLO OGGI (4 LUGLIO) A FIRMA COMITATO FESTA DEI POPOLI. AUGURIAMO ALL'AMMINISTRAZIONE DI NON AVERE PATROCINATO (OVVERO PAGATO!) UN SIMILE EVENTO SENZA DEBITAMENTE PUBBLICIZZARLO TRA LA CITTADINANZA ED INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE E DIFFONDERE LA NOTIZIA.

OPERA GAGIA PRESTO IN VERSIONE DEFINITIVA

Il presidio di Opera è diventato un documentario che, bello o brutto, oramai è stato prodotto. Personalmente credo sia incompleto ma, effettivamente, se avessero dovuto mettere tutto quello che secondo me ci sarebbe voluto non avrebbero potuto fare un documentario della durata di un ora ma bensì una soap opera da 1600 puntate. L'unica cosa su cui possiamo ancora contribuire a migliorare il lavoro del regista Antonio Bocola è la pulizia delle immagini e dell'audio rendendo comprensibili le interviste ai presidianti che nella versione dell'anteprima erano contraffatte sia nell'audio che nell'immagine. Questo ha prodotto un pessimo risultato in quanto la sensazione di un volto contraffatto ed una voce alterata fa passare in secondo piano l'intervista lasciando invece spazio ad altre considerazioni sul perchè non si siano mostrati i presidianti mentre i rom intervistati sono sempre tutti sorridenti. La soluzione l'ho trovata con il regista offrendomi di recuperargli le liberatorie degli intervistati che, salvo una persona che non ho ancora riconosciuto, ho già tutti contattato. Naturalmente appena disponibile anche l'ultima liberatoria provvederemo a farci fornire delle copie del documentario presentabili e corrette anche nell'audio (lavoro tecnico che nella versione cinematografica di presentazione non era stato ancora fatto). L'idea è comunque quella di organizzare delle proiezioni al cinema di Opera aperte a tutti i cittadini. Per le copie da diffondere ai cittadini è preferibile quindi aspettare ancora alcuni giorni per la versione definitiva e per ricevere le opportune autorizzazioni. Chiunque fosse interessato può scriverci all'indirizzo mail presidiodiopera@libero.it. Un ultimo appello: per aiutarmi ad identificare l'ultimo cittadino che ancora non ho riconosciuto invito chi ha visto il film a scrivermi i nomi delle persone che pensa di avere visto nella versione contraffatta.

ULTIME NOTIZIE: Per le tende distrutte a Opera

Si avvia alla chiusura l'indagine del pm Laura Barbaini sull'incendio doloso delle tende destinate a una settantina di rom a Opera del dicembre scorso. Sedici erano i nomi finiti nel registro degli indagati. Tra questi oltre a residenti della zona che avevano partecipato alla manifestazione contro l'insediamento di donne e bambini sgomberati da via ipamonti ci sono tre esponenti politici. Alberto Pozzoli di Alleanza Nazionale, Ettore Fusco del Carroccio, Vittorio Calvi di Forza Italia, capogruppo in consiglio comunale. L ipotesi di reato a carico di Calvi è di concorso in danneggiamento aggravato e in invasione di terreni ed edifici. Diversa da quella di istigazione alla violenza contestata agli altri due politici finiti nel mirino della procura ormai mesi fa. Un filmato girato con un telefonino, nel quale sarebbe ripreso l'incendio del campo allestito dalla Protezione Civile incendiato lo scorso dicembre per togliere il tetto di tela ai rom. Il video sarebbe stato sul computer di Calvi, che però ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Alla lista qualche settimana fa solo i nomi dei piromani, ma qualcosa potrebbe essere cambiato.
tratto da E-POLIS del 25 giugno 2007

OPERA GAGIA. Figuraccia di Ramazzotti!

Piuttosto sorprendente il lavoro del regista del documentario sul presidio di Opera, Antonio Bocola (nella foto con l'Assessora provinciale alla cultura Daniela Benelli e due presidianti) che anzichè dipingere la protesta cittadina, durata due mesi, come l'atto di intolleranza razziale cui avevamo fatto l'abitudine ad essere accomunati leggendo i giornali ed ascoltando la televisione si è limitato a produrre una discreta testimonianza di un avvenimento che ha avuto un forte impatto sull'opinione pubblica nazionale ed un devastante riflesso sulla comunità operese. Un effetto, quello locale, che è già stato dimenticato dai protagonisti del presidio e non ha certo lasciato traccia se non nella stanchezza fisica recuperata in qualche settimana. Altrettanto non si può dire dei quattro gatti che hanno tentato di fare credere che Opera fosse divisa e che ancora oggi ci vengono a provocare con le scritte sui muri, con le incursioni nei nostri blog, con il saluto negato quando ci si incontra per la strada, con il tentativo di attaccar briga in occasioni come quella di ieri all'Oberdan, con volantini infamanti e chissà quanta altra propaganda sotto banco. La dice comunque lunga il fatto che questa parte di Opera, quella che voleva i rom ed insultava i presidianti, sia tutta rappresentata da chi qualcosa ci avrebbe guadagnato dalla loro presenza, vedi ad esempio i volontari pagati, i militanti di rifondazione comunista già pronti con le loro cooperative sociali, il parroco ed i suoi militanti pronti a ricevere i finanziamenti tramite la caritas, i politici del centrosinistra per difendere gli interessi cattocomunisti legati alla poltrona che occupano. Chiunque di noi invece può girare per il paese a testa alta e dire a chi non veniva al presidio per pigrizia ma si limitava a dire "Bravi ragazzi, fate bene. Se avessi tempo verrei pure io" che se ci fossimo stati tutti avremmo lottato di meno, vincendo prima la nostra battaglia, ed oggi nessun sindaco o assessore potrebbe ancora permettersi di girare liberamente per il paese raccontando di teste rasate venute da milano e saluti romani in consiglio comunale.